Luoghi da visitare
Benvenuto nei Monti Dauni Meridionali
Una descrizione del territorio dei Monti Dauni Meridionali realizzato dalla redazione per offrire all'utente, la possibilità di scoprire nuovi sapori e luoghi finora nascosti.

Il Territorio dei Monti Dauni Meridionali, situato nella parte interna sud occidentale della Capitanata, limitrofe con la provincia di Potenza, Avellino e Benevento, comprende ben 16 paesi, caratteristici per la storia e il folclore. La ricchezza di questi posti si fonde in una straordinaria simbiosi tra natura e tradizione, offre agli amanti dell'aria salubre un'esaltante avventura che si mescola in itineranti religiosi, naturali ed enogastronomici.
Il territorio è consigliato a coloro che non sopportano il caldo torrido e che amano essere sedotti dalla natura incontaminata: viverlo significa condividere percorsi indimenticabili, conoscere le abitudini che si sono trasformate in saperi moderni. Partendo da Foggia a soli ventisette chilometri scopriamo un antichissimo centro apulo, Troia. Una cittadina di circa 7.600 abitanti che dall'alto dei suoi 439 metri, domina con la romanica Cattedrale. Nel cuore del centro storico tra la splendida Cattedrale ed il vanvitelliano Palazzo Episcopio, affiora il Museo del Tesoro, ospitato nei settecenteschi locali del Palazzo dell'ex Seminario Vescovile.
Nel mese di luglio si celebrano i santi patroni: S. Eleuterio, S. Ponziano, S. Secondino, S. Urbano e S. Anastasio. Si organizza la "Santa Gesta", un corteo ricco di costumi d'epoca realizzati a mano, per la rievocazione della traslazione delle reliquie dei Santi Patroni trafugati a Tibera nel 1105. Pranzare nelle osterie, trattorie e agriturismi è un'occasione per degustare piatti tipici ricchi di genuinità come il pan cotto di verdure selvatiche e la cotta- cotta.
Lucera: terra dei castelli, dimora di illustri personaggi, domina con l'imponente fortezza, voluto dall'Imperatore Federico II, con la sua turrita cinta muraria edificata da Carlo D'Angiò. E' possibile effettuare delle visite all'interno della fortezza accompagnate da una guida turistica gratuita. Di notevole splendore è la Cattedrale, risale al 1300 dedicata a Santa Maria Assunta, o il Palazzo Vescovile di fronte alla Cattedrale che ripropone la ricostruzione di una tipica residenza vescovile dell'800. Nel periodo estivo è possibile partecipare al percorso enogastronomico nell'ambito dei vini DOC della Daunia, ricordiamo che Lucera è la terra del "Cacc'e mitt". Immancabile è il Torneo delle Chiavi che rappresenta la rievocazione storica di alcuni giochi medievali per il divertimento del popolo: tiro alla fune, tiro con le balestre e con l'arco, lotta con i bastoni e corsa con le giare.
Orsara di Puglia: città slow food, in cui il "buon vivere" comincia a tavola e la qualità dell'accoglienza inizia dalle proprietà e dal gusto dei prodotti enogastronomici. "Città Slow" valorizza i comuni rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina.
Da primavera e soprattutto nel periodo estivo, le piazze e le viuzze si animano grazie a un buon numero di eventi: la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, la suggestiva "Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije".
Le ricerche effettuate nell'ambito del progetto "Selor" confermano che "chi vive ad Orsara campa cent'anni". I ricercatori del CNR di Pisa hanno mostrato una concentrazione sorprendentemente alta di selenio, potente antiossidante, che previene la formazione dei radicali liberi, ritenuti la base dell'invecchiamento umano.
Spostandoci da Orsara, è possibile intraprendere delle escursioni nel Bosco Difesa. Il "Bosco Difesa" si estende nell'agro di Faeto per circa 13 ettari, ad un'altitudine compresa fra i 750 e i 950 m, presenta, a livello regionale, una delle più importanti biocenosi faunistiche e forestali. In questo posto è possibile pernottare in una comoda pensione proprio nel centro della selva. La zona è ricca di corsi d'acqua e fontane, le cui acque fresche hanno anche proprietà diuretiche. Il clima del luogo è quello appenninico, con inverni freddi ed estati non troppo calde. Nel centro del paese è possibile visitare la Casa del Capitano, oggi sede del museo etnografico delle Comunità francoprovenzali di Celle San Vito e Faeto.
Celle di San Vito: il paese più piccolo della Puglia, conta poco più 200 abitanti, suggerito per chi ama la tranquillità. Percorrendo la statale che unisce Faeto a Celle, dall'ultima curva che apre la porta al paese è possibile soffermarsi alle Fontanelle dove si può gustare l'acqua fresca e diuretica direttamente dalla sorgente della montagna.
Nel paese di Celle e di Faeto si parla ancora la lingua francoprovenzale. Il francoprovenzale è una lingua minoritaria, riconosciuta e tutelata dalla legge italiana. È una lingua romanza parlata in Francia, nella maggior parte della Svizzera e in Italia (Valle d'Aosta, in alcune valli piemontesi e nella Puglia).
Castelluccio Valmaggiore: di origine bizantina, come conferma la Torre fatta edificare nel 1019 dal catalano Basilio Boioannes, costituisce la principale attrattiva del paese. Il paese, definito il più antico del territorio, sorge nella pittoresca Valle del Celone.
Da non perdere la "sagra della Pasta fatta a mano": evento nato nel lontano 1976, ricorre il secondo sabato di agosto. Numerosi partecipano alla festa per degustare la genuinità dei cibi e dei prodotti tipici come le classiche orecchiette preparate dalle massaie del paese.
Accadia: questo territorio che è stato spesso danneggiato da violenti terremoti come quelli del 1456, del 1930 e del 1962 oggi dimostra di saper valorizzare al meglio la propria realtà urbanistica e architettonica, che raffigura la propria identità storica. Ne è testimonianza il "Rione Fossi", conglomerato di antiche case, viuzze e cunicoli paragonati ai più celebri sassi di Matera, oggi in via di ristrutturazione e quindi di riqualificazione che potrà tornare lentamente a ripopolarsi in chiave turistica. Il paese offre un'area ricca di boschi, varcato dal torrente Frugno caratterizzata da vari sentieri.
È possibile visitare la chiesetta della Madonna delle Grazie, la Chiesetta Santa Maria dei Teutoni, il Santuario del Carmine presso il Monte Crispignano, Monte tre Titoli, la Fossa del Lupo e Ponte Rotato a Acquatorta.
Anzano di Puglia: si trova sul nodo stradale romano e secondo lo studioso Lorenzo Giustiniani, è il luogo in cui si trovava la famosa "villa vicina Trevici", in cui soggiornò Orazio nel suo viaggio da Roma a Brindisi. Nel centro storico del paese sorge la chiesa madre dedicata a Santa Maria di Anzano. Si narra che l'attuale parrocchia fu il luogo del rinvenimento della statua della Madonna ecco perché in questo punto fu eretta la chiesa.
Per gli amanti dei prodotti locali e del rinomato caciocavallo bisogna visitare il paese più alto dei Monti Dauni: Monteleone di Puglia. Un valido motivo per visitare il paese è l'aria salubre, la vicinanza di numerosi boschi, le ampie e gradevoli vallate ma soprattutto la genuinità dei prodotti tipici. Rinomata la sagra dei "cicatiell'e acc" e del caciocavallo, organizzate nel mese di agosto. Nata nel lontano 1983, in occasione delle festività patronali in onore di Maria SS. in Cielo e di San Rocco, per far uscire dall'anonimato il settore lattiero caseario; la sagra si svolge per far conoscere i sapori, la qualità e la genuinità di questo antico formaggio.
Monteleone si propone come meta autentica di scoperta per coloro che intendono la vacanza come occasione per vivere emozioni uniche.
Panni: l'origine di Panni sembra essere legata alla figura di Pan, Dio delle montagne e dei boschi sino ad oggi perpetuato nello stemma municipale e poi nella tradizione religiosa. Nel mese di giugno ricorre la Tradizionale Cavalcata composta da cavalieri in costume d'epoca e da cavalli: è usanza prelevare il simulacro della Vergine Maria SS del Bosco dalla chiesa, in località Convento e scortarla fino al Piano - ingresso del paese - per essere poi collocata nel così detto "Poggio". Al termine del rito della "vestizione", la statua viene trasportata nella chiesa parrocchiale dove - spogliata del suo oro - rimane fino al 28 agosto.
Ogni 15 agosto si ripete la festa delle spighe: ogni gestore di aziende agricole fa dono dei ricavati del proprio campo alla Madonna del Bosco, che consiste in some intere cariche di spighe di grano, in dialetto chiamate "salme".
Bovino: dolcemente adagiata su due colline, circondata da boschi di querce, lecci e di uliveti, sorge Bovino (sede della Comunità Montana Meridionale), definito come uno dei borghi più belli d'Italia.
Il territorio offre estesi boschi fra cui il bosco di "Salecchia", regno incontaminato di falchi e cinghiali, quello della Fenna e quello di "Valleverde", attrezzato con aree pic-nic. Vi sono itinerari naturalistici per tracking ed escursioni in bici. Il Castello Ducale, con torre Normanna e cassero Svevo-Angioino, sorge nel luogo dell'antica rocca costruita dai romani.
Appuntamento immancabile è il 29 agosto, in cui si ripete fedelmente la tradizionale "Cavalcata Storica", dedicata a Maria S.S. di Valleverde, patrona della Città. Musici, sbandieratori, danzatori, nobili e popolani, cavalieri avanzanti su bellissimi cavalli sono i protagonisti di questo secolare e singolare corteo storico.
Castelluccio dei Sauri: dista pochi chilometri dal capoluogo, notevole per l'archeologia, le cui ricerche in mezzo secolo hanno prodotto interessanti risultati. Sono sempre più numerosi, infatti, i reperti che vengono alla luce nel territorio a testimonianza di origini antichissime.
Nel periodo estivo - in occasione della festa patronale - l'Amministrazione Comunale in collaborazione con la Pro loco organizza incontri che attirano numerosi turisti desiderosi di assaporare una cucina semplice e genuina.
La sagra delle orecchiette: tipico prodotto locale realizzato dalle massaie del posto, si allestiscono lunghi banchetti ove è possibile degustare la genuinità della pasta a mano accompagnata da un buon vino locale.
La sagra della melanzana, tipico ortaggio del posto e ancora la sagra dell'anguria o del cocomero. Tappa obbligatoria è il modernissimo ippodromo, inaugurato nel 1995, è stato subito inserito nel circuito nazionale, che ha conferito al piccolo centro una certa notorietà e, soprattutto, attirato tanti appassionati provenienti da diverse regioni che hanno dato vita anche ad una serie di attività minori collegate alle corse dei cavalli.
Deliceto: importante visitare il Santuario della Consolazione, costruita su un gradone roccioso a 620 m, in zona "Aia S. Antonio", un convento francescano con annessa chiesa dedicata a S. Antonio da Padova, realizzato dai Marchesi Piccolomini. Il programma estivo delicetano prevede l'organizzazione di sagre per proporre le specialità gastronomiche tipiche locali.
La sagra delle orecchiette e del maiale sono un'occasione per allestire lunghi banchetti per degustare i prodotti locali.
Ascoli Satriano: è certamente uno dei paesi più interessanti della provincia di Foggia, non solo per la posizione geografica ma anche per il suo vasto territorio costellato da insediamenti archeologici, testimonianza del passato e quindi della storia del luogo. Da visitare la villa Faragola e il Parco Archeologico dei Dauni, uno dei luoghi più eccellenti per le osservazioni di un tempo, motivo di ricerca del passato che caratterizzano l'altura. È possibile anche pranzare in comodi agriturismi che costeggiano il paese.
Sant'Agata di Puglia: stimato come il paese più suggestivo della provincia di Foggia con i suoi 800 metri domina uno dei paesaggi più strepitosi del Tavoliere. Per la sua singolare posizione, sembra un immenso presepio dominato dal castello e fitto di case legate tra loro tutto intorno ai versanti della montagna. Sant'Agata di Puglia ha ottenuto il riconoscimento della bandiera arancione: il marchio di qualità turistico ambientale del Turing Club Italiano.
Rocchetta Sant'Antonio: sorge su un'alta collina ai confini con la Basilicata e la Campania. Il suo toponimo inizia dalla rocca di Sant'Antimo, edificata nel X secolo. Il paese medievale, nella parte più elevata, è rappresentato dalla chiesa parrocchiale dedicata all'assunzione della Beata Vergine Maria. Il programma estivo dedica serate alle sagre, un'occasione per presentare i prodotti tipici basati sulla peculiarità e sulla genuinità della nostra terra, cole la sagra dell'orecchietta, del vitello arrosto, delle pizze fritte, della bruschetta e del melone.
Candela: tra il fiume Ofanto e il torrente Carapelle, a quasi 500 metri di altitudine, è situata Candela, il cui nome deriva da termine "candeo" per la coloritura chiara delle colline su cui è adagiata. Visitare il paese significa visitare monumenti storici e immergersi in un ambiente intatto e salubre. È possibile pernottare in comodi agriturismi. Rinomate sono la "sagra dell'asparago coltivato", la "sagra delle orecchiette", in cui i piatti vengono preparati nel pieno rispetto delle norme gastronomiche della buona cucina, utilizzando i prodotti del territorio.
La fiera dei prodotti tipici dei Monti Dauni: si allestiscono degli stand per la vendita dei prodotti tipici del SubAppennino Dauno.

La diga di Occhito sorge nel territorio di Carlantino, uno dei piccoli paesi della provincia di Foggia al confine con il Molise.
Oltre che per usi potabili e irrigui il lago e la relativa diga costituiscono un'importante risorsa naturale per il territorio, meta di visitatori e di gite scolastiche durante il corso dell'intero anno.
Il lago è un proposto sito di interesse comunitario (pSic), e viene definito di elevato interesse sotto il profilo avifaunistico poiché importante zona umida e per la presenza della lontra.
Tutta la zona è stata identificata come oasi di protezione, cioè un'area riservata all'alimentazione al rifugio e alla riproduzione degli animali.

Per sapere di piu www.lagodiocchito.it


FORTEZZA SVEVO-ANGIOINA, sorge sul colle Albano, il più alto della città di Lucera: la cinta muraria, imponente. Lunga circa 900 metri , è rinforzata da 22 torri, 15 quadrangolari e 7 pentagonali ; sul lato di accesso di fronte alla città si snoda un profondo fossato, delimitato da due torri mastodontiche, rotonde: la Torre della leonessa, o della Regina, alta 25 metri e larga 14, merlata, e la Torre del Leone, o del Re, alta 15 metri e larga 8.
Si entra all’interno della fortezza dal ponte sul fossato, realizzato nel 2000, attraverso Porta Lucera, la principale porta di accesso, inserita in un angolo rientrante delle mura. All’interno si possono ammirare i resti del Palatium imperiale, fatto costruire da Federico II e successivamente, dopo la sconfitta degli svevi, circolato dalle mura maestose costruite dagli Angioini.
Federico II, tra il 1223 ed il 1233, fece infatti trasferire dalla Sicilia a Lucera altre 20.000 saraceni, irrequieta popolazione musulmana: si insediarono in buona parte sul Colle Albano, dove, dopo alcuni anni, costruirono il Palatium. Attualmente se ne può ammirare dall’esterno lo zoccolo perimetrale, buona parte delle pareti a scarpa ed i resti della semivolta laterale. Dopo la sconfitta degli Svevi, Carlo d’Angiò I decise di realizzare intorno al Palazzo un nuovo complesso fortificato, una vera e propria cittadella militare: costui quindi la cinta muraria, le torri ed altri edifici interni ( 1271-1280): alloggiamenti militari, una cappella dedicata a San Francesco, una cisterna ed il ponte sul fossato. La cisterna per la raccolta e la canalizzazione delle acque, costruita nel 1279, oggi inaccessibile, si trova a ridosso del Palatium; a sinistra di Porta Lucera, nella parte sud, sono visibili i resti degli alloggiamenti militari.
Della cappella e della sacrestia si sono conservati i resti delle fondamenta. Nei secoli la Fortezza ha perso parzialmente di importanza, tanto che parte del materiale di costruzione è stato reimpiegato per realizzare altri edifici cittadini. Attualmente si può accedere all’interno della fortezza e constatarne direttamente la grandiosità. Il recente restauro di parte delle mura perimetrali permette al turista di visitare l’interno della Torre della Leonessa ed un breve tratto del camminamento che unisce la stessa Torre alla Torre del leone, dal quale è visibile anche l’interno del Palatium. ANFITEATRO ROMANO: Ad oriente della città di Lucera, ai margini del centro storico, sorge l’Anfiteatro Romano. Destinato agli spettacoli gladiatori, fu fatto costruire dal magistrato lucerino Marco Veicilio Campo, tra il 27 a.C. e il 14 d.C., su un terreno di sua proprietà e a sue spese. Dedicato all’imperatore Augusto e alla Colonia di Lucera, come si ricorda l’iscrizione sull’architrave dei due portali d’ingresso, questo grande e maestoso monumento, che misura m.126,8 x m. 94.5, Circa, fu realizzato sfruttando il pendio naturale del terreno. Di forma ellittica poteva contenere da 16.000 a 18.000 spettatori. Dai due portali maggiori, retti da colonne in stile ionico e decorati a bassorilievo, partono le gradinate che danno accesso all’arena (lunga m.75,20 e larga m.43,20), delimitata da un podio all’interno del quale si aprono quattro carceres.